La repressione nei confronti dei media indipendenti in Turchia deve finire. I giornalisti e gli altri operatori dei media devono essere liberi di poter fare il loro lavoro senza rischiare di finire in carcere, perché il giornalismo non è un crimine.

Con oltre 120 giornalisti e altri operatori dei media in prigione, varie migliaia di disoccupati per la chiusura di oltre 160 aziende nel settore della Comunicazione, si avvertono le conseguenze dell’ ondata di repressione della libertà di stampa: il giornalismo indipendente in Turchia è sull’orlo del precipizio.

Firma ora per chiedere alla Turchia di porre fine a questa barbarie.

Per maggiori informazioni: https://www.amnesty.it/appelli/turchia-giornalismo-indipendente-attacco/

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