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Museo PAN Napoli 18/24 settembre 2016 IMBAVAGLIATI 2016 Festival di giornalismo civile Ph: Fotografia e comunicazione Ufficio fotografico : Stefano Renna / Roberta De Maddi nella foto : Désirée Klain

Désirée Klain
ph. Stefano Renna

Imbavagliati” è un Festival Internazionale di Giornalismo Civile, ideato e diretto da Désirée Klain ed un giornale on line, che vuole dare la possibilità ai giornalisti, che operano in nazioni dove la censura dittatoriale impedisce la libera espressione o dove il contesto sociale li pone in costante pericolo di vita, di poter raccontare la loro verità e confrontarsi con i colleghi italiani

La mehari di Giancarlo Siani e lo slogan “Chi dimentica diventa il colpevole” sono i simboli del progetto per la libertà di stampa, che nella prima edizione si è tenuto dal 23 al 29 agosto 2015 al Palazzo delle Arti di Napoli (Pan), lì dove la macchina/simbolo è custodita. E la città, ma anche il mondo civile, ha dimostrato di non aver dimenticato “abbracciando” idealmente la manifestazione con grande partecipazione e interesse. Un pubblico numeroso e attento ha assistito agli incontri con i protagonisti della rassegna: giornalisti provenienti da ogni parte del mondo per portare la loro testimonianza di intellettuali che hanno sperimentato il bavaglio della censura e la persecuzione. Arrivati dal Marocco, dal Messico, dalla Colombia, dal Camerun, dalla Russia e, naturalmente, da Napoli e dall’Italia, Alì Lmrabet, Jeremías Marquines, Gonzalo Guillén, Jean Claude, Mbede Fouda, Oksana Chelysheva, il testimonial Efraim Medina Reyes, Guido Piccoli e Roberto Saviano (con un video intervento) attraverso incontri, discussioni, interviste, hanno dato voce e impulso alla lotta contro la cenura a cominciare dall’analisi delle difficili realtà sociopolitiche in cui vivono. “Sono contento che nella mia città si organizzi un evento del genere, si è fatto qualcosa che mancava in Italia e non solo”, ha commentato Roberto Saviano nel suo video-intervento. Tema della prima edizione è stato quello delle mafie globalizzate, da confrontare e mettere in relazione il sistema camorra.

Il festival, ha avuto come prologo la prima edizione del “Premio Pimentel Fonseca”, che si è svolta il 20 agosto 2015 al Museo Pan di Napoli. È stata premiata la giornalista russa Oksana Chelysheva, collaboratrice della «Novaya Gazeta» per la quale ha lavorato anche con Anna Politkovskaja. L’evento ha inoltre ospitato personalità di alto profilo artistico e professionale come il regista Gianmarco Serra, il giornalista Luca Mastrantonio, Paolo Siani e il professore Sergio Marotta. “Imbavagliati” ha prodotto l’omonima mostra fotografica di Stefano Renna, un reportage sulle vittime e i carnefici della camorra degli ultimi 30 anni.

“Fuga per la Vita, Fuga per la Libertà” è stato l’argomento della seconda edizione del festival, che si è tenuta dal 18 al 24 settembre 2016, sempre al Museo Pan. Un particolare focus sul fenomeno dell’immigrazione da paesi scenari di conflitti e persecuzioni, dove i giornalisti rischiano ogni giorno la vita per raccontare la verità su quanto quotidianamente avviene nelle loro realtà. Verità che il potere vuole nascondere. A questo si aggiunge l’incapacità ad accogliere tutti coloro che cercano di scappare da questi luoghi, frutto di incomprensione e pregiudizio.

Oltre 5.000 presenze, sette giorni di incontri ed eventi con più di 50 interventi dall’Italia e dal mondo, per Festival di Giornalismo civile che ha dato voce ai coraggiosi giornalisti/testimoni: Djimi Elghalia (Saharawi/Premio Pimentel Fonseca), Doğan Özgüden (Turchia), Andrei Babinski, Oksana Chelysheva (Russia), Rami JarrahFuad Roueiha e Siruan Hadsch Hossein (Siria), Ali Anouzla (Marocco). La manifestazione ha, poi, ospitato tre tra i più affermati disegnatori e autori satirici italiani: Stefano Disegni, Fabio Magnasciutti e Mauro Biani, che hanno partecipato alla riunione di redazione di imbavagliati.it, con gli ospiti internazionali che collaborano al giornale on line del festival, realizzando e donando a ‘Imbavagliati’ quattro vignette “in diretta” sul tema dell’informazione negata e della censura.

In una Basilica di Santa Maria del Carmine Maggiore di Napoli gremita, sabato 20 agosto del 2016, Djimi Elghalia, attivista per i diritti del popolo Saharawi, ha ricevuto dall’assessore Nino Daniele e dall’avvocato Gerardo Marotta (Fondatore dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici),  il “Premio Pimentel Fonseca 2016”, prologo del Festival Internazionale di Giornalismo Civile “Imbavagliati”,  giunto alla seconda edizione. Vice presidente dell’“Associazione Saharawi in favore delle vittime delle gravi violazioni dei diritti umani ad opera dello Stato Marocchino” e membro del “Comitato per le Famiglie Saharawi scomparse”, Elghalia con la sua immagine, la sua forza, la sua volontà  rappresenta un indiscutibile simbolo di resistenza pacifica. Attraverso la sua vicenda di autentica “notizia vivente”, l’attivista porta avanti un messaggio di pace e fraternità e, nonostante le torture ricevute durante la prigionia, continua a battersi per l’autodeterminazione di un popolo che da più di tre decenni difende la propria indipendenza, attraverso un’azione mirata alla riconciliazione.

Due le mostre hanno accompagnato il festival, allestite al PAN: “Giancarlo Siani | ri – Scatti” e “Letizia Battaglia per Imbavagliati”, un ‘antologica della grande fotografa e reporter siciliana che, con i suoi celebri scatti in bianco e nero , ha raccontato la guerra di mafia e pezzi importanti di storia e della società italiana.

 Con il suo slancio altruistico e la capacità di essere sempre al centro dell’attualità, Letizia Battaglia ha abbracciato gli intenti solidali del festival, tornando a Napoli dopo oltre 20 anni, con una personale delle sue immagini più celebri, curata dal fotoreporter Stefano Renna con la collaborazione di Giulia Mariani. Per noi un regalo straordinario. L’altra significativa esposizione è  stata “Giancarlo Siani | ri – Scatti”.  L’idea di organizzare un evento fotografico sulla memoria di Giancarlo Siani parte dalla consapevolezza del superamento del dolore della perdita, e di trasformare la tragedia in una grande possibilità di cambiamento, mostrando al pubblico quella intimità  gioiosa del giovane giornalista napoletano, la cui bellezza aiuta, senza alcun dubbio,  alla maturazione della nostra coscienza individuale e collettiva.

 L’intento, di tale progetto espositivo, è il dialogo tra morte e vita, la costruzione di una consapevolezza che tenga uniti tali poli opposti. E solo mostrando, per la prima volta, frammenti intimi della bellezza di Giancarlo che riacquistiamo tutto il suo inestimabile patrimonio alla vita.

 Nel 2016 la manifestazione è stata realizzata in collaborazione con la Fondazione Polis, che svolge un lavoro esemplare: si occupa di rendere più efficace il riutilizzo dei beni sequestrati alla criminalità organizzata, interviene a favore delle vittime innocenti della camorra, favorisce attraverso una rete di collaboratori lo scambio di informazioni in materia di sicurezza e realizza attività di documentazione e comunicazione. Il festival si è concluso con il Premio Siani, riconoscimento assegnato annualmente allo scopo di ricordare una figura fondamentale del giornalismo civile: Giancarlo Siani.

“Imbavagliati”, che ha fatto parte di “Estate a Napoli 2016. Allo Zenit. Napoletani per costituzione” è prodotto dall’Associazione “Periferie del Mondo-Periferia Immaginaria”, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e la Fondazione Polis della Regione Campania con il patrocinio di Amnesty International Italia (“Per l’impegno, a favore della libertà di espressione, nel creare spazi aperti di confronto volti a superare ogni censura”) del Comitato Regionale Campania per l’Unicef Onlus,  dell’Ordine dei Giornalisti della Campania e dell’Unione Industriali di Napoli.

 

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