La DIA ha intercettato in Svizzera i soldi dei fratelli Bruno, Salvatore e Assunta Potenza, clan camorristico individuato come contiguo al clan Lo Russo, coinvolto nel 2011 in un’inchiesta di riciclaggio di danaro sporco nell’ambito della ristorazione.

I fratelli inviavano i soldi all’estero e poi lo facevano tornare grazie a bonifici che venivano poi reinvestiti in imprese italiane, collocate tra Napoli e Milano. Dopo un’accurata indagine, si è scoperto che il danaro proveniva da estorsioni, ricatti, usura, associazioni per delinquere.

Sono stati posti i sigilli a 3 società, sequestrati 6 quote societarie, 66 depositi bancari, 5 polizze, 24 immobili tra terreni e appartamenti, 65 rapporti finanziari e 4 vetture.

Ricordiamo che già nel 2011 a Mario Potenza e figli erano stati sequestrati beni per 10 milioni di Euro.

 

 

fonte: Il Roma

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