L’obiettivo del governo è indagare sul fenomeno delle fake news. E su come la notizia della chiusura del social più usato nel mondo venga presa dagli 8 milioni di abitanti che risiedono sul posto.

“Questo tempo ci consentirà di prendere informazioni e identificare le persone che si nascondono dietro profili falsi, utenti che caricano foto a contenuto pedopornografico o quelli che postano informazioni false che vanno filtrate e rimosse. Questo consentirà alle persone con identità reali a usare il social network responsabilmente”. Queste le parole di Sam Basil, ministro della comunicazione.

Aim Sinpeng, esperto di politica e media digitali dell’Università di Sidney fa notare che al momento Facebook è stato “bannato” in altre nazioni (come ad esempio la Cina) per motivi di censura. “Un mese è un tempo limite interessante ma non sono sicura che porti al risultato necessario. Se si è concentrati sul problema fake news ci sono molti modi di monitorare il fenomeno senza oscurare una piattaforma”.

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