NAPOLI. Una famiglia tra cinema e impegno: è stato l’attore spagnolo Carlos Bardem, fratello del premio Oscar Javier e di Mónica, a ritirare il “Premio Pimentel Fonseca 2017”nella Basilica di Santa Maria del Carmine Maggioredi Napoli il 18 settembre. Il riconoscimento, alla sua terza edizione, è stato assegnato alla madre Pilar Bardem, la leggendaria attrice, già insignita del prestigioso Goya che, come i suoi figli, da tempo è un’instancabile attivista per i diritti civili. Dedicata alla memoria della patriota e giacobina Eleonora Pimentel Fonseca, fondatrice del giornale “Monitore Napoletano”, la premiazione anche quest’anno è stata preceduta dalla deposizione di una corona di fiori per onorare e ricordare tutti i martiri della rivoluzione napoletana del 1799, i cui resti sono seppelliti nella Basilica. La manifestazione, preludio del festival di giornalismo civile “Imbavagliati”, diretto ed ideato da Désirée Klaine fortemente voluta dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e dall’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, è stata realizzata e prodotta dall’associazione culturale “Periferie del mondo – Periferia immaginaria”.

In onore della storica giacobina napoletana, le protagoniste del premio sono giornaliste e attiviste, che lavorano in difesa dei diritti civili. Pilar Bardem, oltre al suo storico impegno per i diritti delle donne, contro la guerra e il terrorismo, è da sempre al fianco del popolo Saharawi nella pacifica lotta per l’autodeterminazione. “Mia madre iniziò il suo percorso solidale fin da giovane – ricorda Bardem –  frequentò un collegio di suore dove ebbe modo di incontrare una religiosa che le fece conoscere la parte più povera della Madrid del dopoguerra. Nonostante la sua giovane età andava nei quartieri più poveri della città per dare aiuto. È sempre stata in prima linea in tutte le manifestazioni ed anche in tutto ciò che riguardasse la giustizia sociale. La lotta del popolo Saharawi per lei è un argomento molto intimo, mia madre nel cuore è una Saharawi”. Presidente della fondazione spagnola Aisge, che si occupa di tutelare la proprietà intellettuale degli attori, ha insegnato ai suoi figli che la notorietà serve soprattutto a dar voce a chi non ne ce l’ha. “Quando ero ragazzino – racconta ancora Bardem – non capivo perché, nonostante non fossimo ricchi, mia madre ogni giorno conservava un po’ di soldi per il popolo Saharawi. Ha insegnato a tutti i suoi figli ad essere liberi e volere la libertà degli altri”. L’attore spagnolo, insieme al fratello Javier, ha prodotto “Hijos de las nubes. La última colonia”, documentario sulle condizioni dei campi profughi Saharawi ed ha sollecitato un intervento del Governo spagnolo.

Una serata spettacolare, che ha fatto percorrere alla platea un viaggio a ritroso nel tempo, fino al 1700: in un luogo storico, come quello della Basilica del Carmine, con la sua straordinaria struttura barocca, lì dove con la prepotenza, furono portati via i resti di Masaniello.  Lungo le navate, personaggi in abiti storici hanno fatto rivivere al pubblico quella che è stata una delle fasi più significative della storia napoletana. Un salto indietro di circa 300 anni, grazie agli attori dell’Accademia Vesuviana del Teatro, ai registi Roberta D’Agostino e Gianni Sallustro e agli abiti del costumista Costantino Lombardi. Il pubblico era in religioso silenzio sulle note di “Donna Eleonora”di Eugenio Bennato, testimonial della serata.  Il brano, raramente eseguito in pubblico, è stato scritto dal cantautore napoletano nel 1999, proprio in onore della rivoluzionaria della Repubblica Napoletana, in occasione del duecentesimo anniversario della sua morte. Assieme al musicista, è intervenuto l’ensemble vocale “Le voci del Sud” con l’interpretazione di “Per un Brigante”, in onore di Carlo D’Angiò. Durante la serata, presentata dalla giornalista Désirée Klain, anche il contributo della cantante Anna Capasso (ambasciatrice Unicef per l’Italia), che ha eseguito un repertorio della musica classica napoletana. Sono intervenuti, nel corso dell’evento: Nino Daniele (assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli), Titta Fiore (caporedattore spettacoli de “Il Mattino”), Claudio Silvestri(segretario del Sindacato Unitario dei Giornalisti della Campania), Fatima Mahfud(rappresentante del Fronte Polisario in Italia) e la professoressa Fiorinda Li Vigni (segretario generale dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici), che  ha ricordato il compianto Gerardo Marotta, entusiasta sostenitore di questa iniziativa.

 

Video a cura di Rossella Grasso

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