Almeno 11 giornalisti sono stati arrestati ieri, 26 marzo 2017, mentre prendevano parte a una protesta nazionale che coinvolgeva ben 99 città.

Migliaia di persone hanno protestato contro la corruzione del Governo. Lo sciopero, ovviamente non approvato dalle Autorità, è stato considerato illegale.

Nina Ognianova, coordinatrice del Programma CPJ  Europa e Asia Centrale, afferma che “fare ostruzionismo a giornalisti che prendono parte a proteste è comunque una forma di censura e una chiara violazione del diritto del popolo russo di ricevere informazioni di un interesse significativo sia nazionale che globale”.

Tra i giornalisti fermati durante la manifestazione a Mosca vi sono Aleksandr Plyushchev, corrispondente della stazione radio Echo Moskvy, il giornalista freelance Denis Styazhkin, Timofei Dzyadko del quotidiano RBK, Alex Luhn, corrispondente del The Guardian.

A San Pietroburgo sono stati fermati Nadezhda Zaitseva del quotidiano Vedomosti, Artyom Aleksandrov giornalista locale del Delovoi Peterburg e Sergei Satanovsky della Novaya Gazeta.

A Makhachkala, la capitale regionale della Repubblica del Dagestan russo: Sergei Rasulov del Kommersant, Faina Kachabekova del giornale online Kavkazskaya Politika; Vladimir Sevrinovsky di Eto Kavkaz, un giornale online locale.

Nella città di Saratov, sulle rive del Volga: Aleksandr Nikishin del canale televisivo Otkryty Kanal.

Tutti i giornalisti fermati dalla polizia sono accusati di aver partecipato e un corteo non legale. In seguito sono stati rilasciati, ma non è ancora chiaro se le autorità li perseguiranno per i presunti reati compiuti.

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