Il CPJ, Commettee to Protect Journalists, ha affermato che le autorità del Kenia dovrebbero investigare seriamente riguardo gli episodi di violenza contro i giornalisti a seguito delle elezioni dell’8 agosto. E bisognerebbe far in modo di eliminare la prassi burocratica che rende difficile a tutti gli operatori media di procurarsi la licenza per ottenere attrezzature protettive da utilizzare in condizioni ostili.

Durante la settimana successiva alle elezioni nazionali avvenute in Kenya, il CPJ ha parlato con 10 giornalisti i quali hanno affermato di essere stati attaccati nel corso dei loro reportage. Alcuni sono stati anche presi di mira con violenze e intimidazioni durante il periodo di campagna elettorale.

Il 12 agosto il giornalista Duncan Khaemba del KTN (Kenya Television Network), è stato arrestato poiché indossava un casco e un giubbotto anti proiettile senza aver ottenuto la licenza.

Matina Stevis, corrispondente africana del Wall Street Journal, ha dichiarato che un agente di polizia l’ha colpita alla testa con una mazza di legno. Fortunatamente  indossava un elmetto protettivo.

Neil Shea, giornalista freelance impegnata a girare un documentario in Kibera, ha detto di essere stata attaccata da 5 o 6 agenti di sicurezza che, dopo averla picchiata, le hanno distrutto la telecamera. Uno degli ufficiali ha cercato di soccorrerla ma, dopo il suo intervento, la memory card della telecamera era scomparsa.

Simon Achola, reporter di Kenya Broadcasting Corporation (KBC), ha detto che il personale di sicurezza gli ha sottratto il cellulare, cancellando tutte le foto da lui scattate durante le proteste.

Mwenda Njoka, portavoce del Ministro dell’Interno, ha negato che gli agenti di sicurezza abbiano deliberatamente preso di mira i giornalisti. Gli scontri sono avvenuti nel momento in cui gli ufficiali hanno cercato di portare via i reporter dalle zone pericolose.

Alcuni giornalisti hanno affermato di essere stati attaccati dai civili. Per esempio Caleb Kingwara è stato accerchiato da tre uomini mentre seguiva la conferenza di un candidato politico indipendente del Migori.

Evans Habil, un fotografo del Nation Medi Group, ha affermato che l’11 agosto, dopo l’annuncio dei risultati delle elezioni, due uomini lo hanno attaccato mentre scattava alcune foto al vicino di Kawangware. Lo hanno picchiato e gli hanno rubato la fotocamera. Dennis Onsongo, afferma che qualcuno ha rubato una delle sue lenti fotografiche mentre si muoveva tra la folla per documentare la morte di un bambino dopo le proteste post-elezione in Mathare.

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