Kadri Gursel, giornalista turco, rischia fino a 43 anni di carcere.

Era stato invitato ad intervenire al Festival Imbavagliati nella scorsa edizione (2016) come giornalista-testimone: nel 1995 era stato rapito dal PKK nella Turchia orientale, scriveva per Al-Monitor.com di politica estera, libertà di stampa e questione curda.

Pochi giorni dopo il Golpe gli fu ritirato il passaporto, per cui non ha potuto essere presente alla manifestazione.

Tra poche ore la procura di Istanbul dovrebbe emettere la sentenza per Kadri Gursel, l’editore Akin Atalay e il direttore Murat Sabuncu.

“Imbavagliati” è vicino a tutti i reporter che in questo momento stanno vivendo questo incubo, nella prigione che ormai è diventata la più grande nel mondo del giornalismo.

UPDATE 12 SETTEMBRE 2017

Restano in carcere il direttore di Cumhuriyet Murat Sabuncu,  Akın Atalay, Kadri Gürsel, Ahmet Şık e Kemal Aydoğdu. Questa la decisione della Corte al termine della sesta udienza del processo a 18 dirigenti e giornalisti del giornale di opposizione che non si è mai piegato al regime di Erdogan. La Corte ha anche disposto il nuovo arresto dell’ex direttore Can Dundar e del collega lhan Tamir, entrambi in esilio all’estero.

Nel frattempo, in Turchia vengono ancora eseguiti arresti di massa. Nell’ultima settimana oltre 600 persone sono finite in carcere.
Continua dunque l’azione repressiva del regime turco che sotto lo stato d’emergenza, dichiarato dallo stesso Erdogan dopo il putsch fallito la scorsa estate, ha portato ad oltre 50 mila il numero degli arrestati per reati di “terrorismo”.

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