Il 3 maggio è una data che celebra i principi fondamentali della libertà di stampa in tutto il mondo, per difendere l’indipendenza dei media, ormai costantemente attaccata e per rendere omaggio ai giornalisti che hanno perso la vita nell’esercizio della loro professione. 

La Giornata mondiale della libertà di stampa è stata proclamata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1993 a seguito di una Raccomandazione adottata nella XXVI sessione della Conferenza Generale dell’UNESCO nel 1991. La risposta ad un appello da parte di alcuni giornalisti africani che nel 1991 hanno stilato la famosa “Dichiarazione di Windhoek” sul pluralismo dei media e l’indipendenza.

È un’ occasione per informare i cittadini sulle violazioni della libertà di stampa – per ricordare che in decine di paesi in tutto il mondo qualsiasi tipo di pubblicazione è censurata, le redazioni multate o chiuse. E i giornalisti e gli editori picchiati, arrestati e persino assassinati.

Stando ai dati diffusi dal rapporto annuale di “Reporter Sans Frontieres”, nel 2017 sono stati 65 i giornalisti deceduti nell’esercizio delle loro funzioni. Il barometro dell’organizzazione non governativa, relativo all’anno 2018, segnala al 2 maggio 29 vittime, di cui 23 giornalisti, 4 citizen journalist e 2 collaboratori.

Nella classifica mondiale di Reporters Sans Frontièrs Italia sale di sei punti rispetto all’anno precedente e si piazza al 46esimo posto.

Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana commenta così l’importanza del Word Press Freedom Day: “Mantiene un grande valore simbolico perché costringe tutti a riflettere su una libertà sempre a rischio, ancora oggi negata a milioni di persone. In Italia, attualmente sono 19 i cronisti costretti a vivere sotto scorta per le minacce ricevute da mafia, camorra, gruppi di estremismo politico. Chi indaga e scrive sugli appalti truccati, sulle discariche abusive, sulle alleanze tra pezzi dello Stato e le mafie, si ritrova nel mirino, e non solo in senso simbolico.”

Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, afferma che “la Giornata mondiale per la libertà di stampa è un’occasione per rimarcare l’esigenza dell’unità della categoria e per affrontare con coraggio le nuove sfide che l’attuale contesto presenta. In particolare in Campania e nel Mezzogiorno dove gli effetti della crisi sono amplificati da altre cause di natura locale.”

Noi di “Imbavagliati – Festival Internazionale di Giornalismo Civile” dal 2015 siamo in prima linea per la salvaguardia della libertà di stampa, in Italia e nel mondo. Ogni anno ospitiamo giornalisti minacciati dai regimi dittatoriali di ogni continente. Organizziamo sit-in in nome della libertà di stampa, questo diritto inalienabile, davanti alla Mehari di Giancarlo Siani, simbolo del Festival ma soprattutto dei giornalisti che ogni giorno rischiano la vita per svolgere il loro lavoro.

Insieme al presidente della Federazione Nazionale della Stampa,  Giuseppe Giulietti, al  presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, Carlo Verna, al segretario del  Sindacato Unitario Giornalisti della Campania, Claudio Silvestri, al presidente  dell’Ordine dei Giornalisti della Campania , Ottavio Lucarelli, al past presidente della Fondazione Polis e al presidente di Articolo21, Paolo Borrometi,  si è creata una sinergia concreta, una collaborazione che si rinnova di anno in anno, di iniziativa in iniziativa, per garantire ai cittadini un’informazione autentica, priva di ogni censura.

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