Gli imbavagliati

Kadri Gürsel (Turchia)

Kadri Gürsel è editorialista per Al-monitor.com. Il giornalista scrive di politica esterna turca, libertà di stampa, questione curda, e sull’impatto nazionale della questione islamica. È presidente del Comitato Nazionale Turco dell’Istituto Internazionale della Stampa.

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Per otto anni Gürsel è stato editorialista del quotidiano turco Milliyet, fino al licenziamento nel luglio 2015 per un tweet critico sulla politica in Siria del presidente Erdoğan. In precedenza, sempre a Milliyet, è stato responsabile Esteri per 9 anni, a partire dal 1999. Gürsel ha inoltre lavorato come corrispondente da Istanbul per Agence France-Press, dal 1993 al 1997. Durante questo periodo, nel 1995, è stato rapito nella Turchia sud-orientale dal PKK. L’esperienza è raccontata nel libro Dağdakiler, pubblicato nel 1996, che contiene anche osservazioni e analisi sulla guerriglia quotidiana e sulla mentalità dei membri del PKK.

Dogan Özgüden (Turchia)

Dogan Özgüden è un giornalista che ha dedicato la propria vita alla difesa della libertà d’opinione, delle minoranze, dei diritti civili e sindacali. Ha raccontato la propria esperienza nel libro Journaliste “apatride”.

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Il reporter, costretto a lasciare la Turchia per sfuggire alla persecuzione della dittatura militare, si è stabilito in Belgio dove, insieme alla moglie, ha promosso molte iniziative politiche e culturali. La coppia ha parlato di temi a lungo proibiti in Turchia, ed è perciò invisa al potere, che la ha perseguitata in vario modo, privando infine entrambi della cittadinanza turca nel 1984.Dal 1975 guidano l’agenzia di stampa Info-Türk, che pubblica un prezioso bollettino mensile su tutto quello che riguarda la Turchia: politica, cultura, problemi delle minoranze, al fine di proteggere i diritti di tutti. Per questo motivo, Dogan ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, e rappresenta un esempio di lotta nonviolenta per la libertà.

Rami Jarrah (Siria)

Rami Jarrah è un giornalista e attivista siriano. È conosciuto anche con lo pseudonimo di Alexander Page, da lui utilizzato per rivolgersi ai media internazionali. Nel 2011 è stato bandito dall’Intelligence Siriana, ma ha continuato il suo lavoro pubblicando commenti riguardanti la questione siriana sulle piattaforme social.

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Detenuto e torturato dalle autorità siriane, è stato rilasciato dopo aver firmato un documento nel quale dichiarava di essere “un terrorista mandato dall’estero”. Nel 2012 ha vinto l’International Press Freedom Award, premio dedicato ai giornalisti che hanno dimostrato la loro dedizione alla tutela dei diritti umani con reportage e articoli, nonostante i numerosi ostacoli per realizzarli. Attualmente lavora per il quotidiano ANA Press ed è in prima linea, ad Aleppo, come testimone per raccontare quello che accade.

Andrei Babitski (Russia)

Andrei Babinski è un giornalista russo e reporter di guerra. Ha lavorato per Radio Liberty dal 1989 al 2014, raccontando l’”August Coup”, il colpo di stato Sovietico del 1991, la guerra nel Tajikistan, la Prima e la Seconda Guerra Civile Cecena, che ha vissuto sul campo.

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Nel 2001 è stato rapito dalle forze Russe. Nel 2004 è stato arrestato in aeroporto, mentre si recava a North Ossetia per un servizio giornalistico. Attualmente vive e lavora a Praga, dove si trova la sede centrale di Radio Liberty.

Ali Anouzla (Marocco)

Ali Anouzla è un giornalista indipendente saharawi, noto per i suoi articoli contro le leggi promulgate dal re Mohammed VI. La sua pagina internet, lakome.com, è stata creata per combattere la disinformazione mediatica perpetrata dal regime marocchino.

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Era uno dei primi quattro siti più cliccati in Marocco, finché non è stato interdetto dal Regime. Anouzla è stato arrestato poiché ha pubblicato un video contro il re Mohammed VI che terminava incoraggiando il popolo  a sollevarsi contro il Regime. Anche gli uffici del sito lakome.com sono stati minuziosamente perquisiti e gli impiegati sottoposti a interrogatorio. L’arresto di Anouzla ha suscitato molta indignazione, soprattutto sui social. L’hashtag “FreeAnouzla” è utilizzato per denunciare la sua ingiusta incarcerazione.

Oksana Chelysheva (Russia)

Collaboratrice della «Novaya Gazeta» insieme ad Anna Politkovskaja, Oksana è membro della «Società per l’Amicizia Russo-Cecena». Nel 2006 ha ricevuto il premio di Amnesty International dedicato ai giornalisti che si occupano di diritti umani…

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in situazioni di rischio («Amnesty’s Special Award for Human Rights Journalism Under Threat»). Nel 2015 ritira a Napoli il Premio Pimentel Fonseca dedicato alle giornaliste che, attraverso i loro scritti, si distinguono per la difesa dei diritti civili.

Roberto Saviano (Italia)

Roberto Saviano è nato a Napoli nel 1979, è laureato in Filosofia all’Università degli Studi Federico II.
Nel marzo 2006 pubblica il suo primo romanzo “Gomorra” ( Mondadori) che tradotto in oltre 50 paesi diventa un bestseller con 10 milioni di copie vendute nel mondo.

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Dall’ottobre 2006 vive sotto scorta in seguito alle minacce ricevute dai clan che ha denunciato. Dal libro sono stati tratti uno spettacolo teatrale premiato agli Olimpici del Teatro 2008, l’omonimo film di Garrone, Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes 2008, la serie TV di  Sky. Saviano ha  pubblicato anche  ‘La bellezza e l’inferno’ (Mondadori 2009), ‘La parola contro la camorra’ (Einaudi 2010), ‘Vieni via con me’ (Feltrinelli 2011) e ‘ZeroZeroZero’ (Feltrinelli 2013). Scrive per la  Repubblica e L’Espresso, negli Stati Uniti per il Washington Post e il New York Times, in Spagna per El País, in Germania per  Die Zeit, in Svezia per Expressen e Dagens Nyheter, in Inghilterra per The Times. Il suo nuovo libro si chiamerà ‘La paranza dei Bambini’.
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