PREMIO PIMENTEL FONSECA – II edizione
Sabato 20 agosto 2016
Basilica di Santa Maria del Carmine Maggiore

“Sono commossa per il luogo in cui siamo raccolti, una chiesa cattolica che accoglie me che sono musulmana, ha davvero un grande valore perché esprime quello che condividiamo noi esseri umani: il principio della tolleranza, il rispetto dell’altro e per questa commemorazione, dedicata ad una grande donna, un’eroina  come Eleonora Pimentel Fonseca. Una donna coraggiosa, che ha sacrificato la propria vita per difendere i principi in cui credeva e in cui tutti noi crediamo. È qualcosa che va oltre i confini napoletani e italiani, ha una risonanza universale. È una commemorazione di tutti i martiri, cattolici, musulmani, ebrei, che hanno sacrificato la loro vita per il bene degli esseri umani, per la democrazia, per la giustizia”. In una Basilica di Santa Maria del Carmine Maggiore di Napoli gremita, sabato 20 agosto, Djimi Elghalia, attivista per i diritti del popolo Saharawi, ha ricevuto dall’assessore Nino Daniele e dall’avvocato Gerardo Marotta (Fondatore dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici),  il “Premio Pimentel Fonseca 2016”, prologo del Festival Internazionale di Giornalismo Civile “Imbavagliati”, che si terrà dal 18 al 24 settembre al Museo Pan di Napoli, ideato e diretto da  Désirée Klain e prodotto dall’Associazione Culturale “Periferie del Mondo – Periferia Immaginaria”.

Il riconoscimento è stato preceduto dalla commemorazione dei martiri del 1799 ed è stata proprio Djimi Elghalia, insieme con l’Assessore alla Cultura e al Turismo Nino Daniele e a Gerardo Marotta, a deporre una corona di alloro sulla lapide dedicata agli eroi della rivoluzione.

“Questa commemorazione – ha spiegato la premiata – è anche in onore del coraggio delle vittime Sharawi di violazioni da parte dello stato marocchino e per il coraggio di tutte le donne che difendono il loro popolo, i loro principi, ma in modo assolutamente pacifico. In questo momento in cui il mondo vive di instabilità e le ingiustizie vengono perpetrate, noi creature di buona volontà dobbiamo unire le nostre forze al fine di costruire un mondo pacifico. Vorrei rivolgere un pensiero, un appello, a Eleonora Pimentel Fonseca, ovunque lei si trovi, insieme a tutti i martiri. Sappiate che i valori che avete difeso restano, e sono un punto di riferimento per noi”.

Il riconoscimento, assegnato lo scorso anno alla giornalista russa Oksana Chelysheva, è dedicato alla memoria di Eleonora Pimentel Fonseca, patriota e giacobina napoletana, fondatrice del giornale “Monitore Napoletano”, impiccata in Piazza del Mercato 20 agosto del 1799 insieme ad altri martiri della Rivoluzione.

Vice presidente dell’“Associazione Saharawi in favore delle vittime delle gravi violazioni dei diritti umani ad opera dello Stato Marocchino” e membro del “Comitato per le Famiglie Saharawi scomparse”, Elghalia con la sua immagine, la sua forza, la sua volontà  rappresenta un indiscutibile simbolo di resistenza pacifica. Attraverso la sua vicenda di autentica “notizia vivente”, l’attivista porta avanti un messaggio di pace e fraternità e, nonostante le torture ricevute durante la prigionia, continua a battersi per l’autodeterminazione di un popolo che da più di tre decenni difende la propria indipendenza, attraverso un’azione mirata alla riconciliazione. Madrina della serata, Lina Sastri, che ha fatto esplodere il pubblico con la sua travolgente interpretazione della “Madonna de lu Carmine” di Roberto de Simone, accompagnata dai musicisti Filippo D’Allio alla chitarra e Salvatore Minale alle percussioni. Un evento nell’evento poiché l’artista esordì nel 1974 proprio con questo brano a Piazza Mercato nello storico spettacolo “Masaniello ” di Armando Pugliese. Commossa la premiata che ha abbracciato piangendo l’artista, in un sodalizio femminile, che ha segnato un momento di grande intensità nel corso della serata.

La manifestazione, promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e in collaborazione con la Fondazione Polis, gode dell’alto patrocinio di Amnesty International Italia, del Comitato Regionale Campania per l’Unicef Onlus e dell’Ordine dei Giornalisti della Campania.
Nel corso dell’evento è stata proiettata una toccante intervista a Djimi Elghalia, tratta dal film “Solo per farti sapere che sono viva”, delle registe Simona Ghizzoni ed Emanuela Zuccalà (il documentario è prodotto da Zona); presenti Fatima Mahfud (rappresentante del Fronte Polisario), Francesca Doria (Presidente di Tiris – Associazione di solidarietà con il popolo saharawi di Napoli), Enzo Nucci (corrispondente Rai da Nairobi, la prima sede Rai nell’Africa sub sahariana), il giudice Nicola Quatrano. Durante la serata l’intervento della pianista Lucia Piatto e della soprano Vittoria Gava, che hanno eseguito brani del 700 e di musica sacra.

Insieme alla targa del Comune di Napoli, Djimi Elghalia ha ricevuto un pendente in bronzo che rappresenta lo scudo di una guerra pacifica, realizzato per il Premio Pimentel Fonseca da Rosalba Balsamo, designer e creatrice di gioielli unici ed in edizioni numerate per Gallerie di arte e design di prestigio internazionale.

Breve bio di Djimi Elghalia
Nata ad Agadir (Marocco) nel 1961, Djimi è cresciuta con la nonna che fu rapita nel 1984 e non è mai stata ritrovata. Anche Djimi è scomparsa all’improvviso. Durante i 3 anni e 6 mesi di prigionia è stata sottoposta a crudeli forme di tortura: porta ancora le tracce dei morsi di cani sul volto e l’acido cosparso sul capo le ha bruciato la cute, impedendo la ricrescita dei capelli. Dal 1998, insieme ad altri prigionieri, registra tutte le violazioni di diritti umani nel suo paese, un lavoro che continua ancora oggi. Attualmente vive ad El Aiun insieme al marito e cinque figli.

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