NAPOLI. “Muri veri e ideologici: l’America di Trump e muslim ban” è stato l’argomento trattato nel secondo incontro del 23 settembre con l’intervento della giornalista iraniano-americana Negar Mortazavi, e le illustrazioni live di Riccardo Marassi.

Ha moderato la conferenza Antonella Napoli, giornalista e analista di questioni internazionali. Nata e cresciuta in Iran, Mortazavi, nel 2002, si è trasferita in America per continuare gli studi. Nello show televisivo Voice of America Persian conduceva una rubrica giornaliera della durata di un’ora, nella quale discuteva dei rapporti degli iraniani con il mondo. Appare frequentemente su importanti canali tv quali MSNBC, BBC, PRI, New York Times, Aljazeera,e sull’ Huffington Post,come commentatrice di cronaca irachena. Al termine del festival, così ha commentato l’ulteriore giro vite del muslim ban di Trump: “In viaggio verso gli USA come immigrata iraniana in esilio, con un passaporto ottenuto solo grazie ai legami con la mia famiglia: anche questo però non durerà. Il presidente Trump ha appena emesso un nuovo travel ban che impedisce agli iraniani di riunirsi con le proprie famiglie negli Usa. Tutto ciò in nome della sicurezza nazionale e dell’infinita guerra contro il terrorismo”. La giornalista iraniana, in segno di protesta, ha postato una foto del suo passaporto a Capodichino per denunciare le nuove misure adottate dalla Casa Bianca che coinvolgono non solo lei, ma anche un altro giornalista presente ad Imbavagliati, il libico Salah Zater.

“È ironico – ha detto la Mortazavi alla redazione di Imbavagliati – che dopo aver parlato del Travel Ban di Trump in compagnia anche del collega libico Salah Zater, nel giorno della mia partenza da Napoli per fare ritorno negli USA, nuove restrizioni vengano emesse contro cittadini di questi due paesi. Io sono fortunata ad avere un passaporto americano e Salah Zater ad avere un passaporto tedesco, ma non tutti hanno questa possibilità. In America continuano a chiamarlo “Travel Ban”, ma sappiamo tutti che si tratta di un “Muslim Ban”, perché colpisce innanzitutto i cittadini di confessione musulmana, ed ora si trasforma anche in un “Iranian Ban”, perché, nella nuova versione, i cittadini iraniani sono particolarmente colpiti. Più che per garantire la sicurezza nazionale questo nuovo ban è solo politico. Nessun iraniano è stato coinvolto in attacchi terroristi su suolo americano”.  L’amministrazione Trump ha, poi, annunciato nuove restrizioni per cittadini di otto paesi. Si è trattato di una nuova versione, la terza, di un ban preesistente. Al nuovo ban sono stati aggiunti inoltre altre tre paesi: Ciad, Corea del Nord e Venezuela.

Durante la conferenza di Imbavagliati è intervenuta contro le restrizioni del Presidente americano anche la giornalista professionista Antonella Napoli.Studia e si forma tra Roma, Londra e New York, muove i primi passi nel mondo dell’informazione a Salerno. Dopo un’esperienza radiofonica e televisiva passa alla carta stampata, per poi approdare alla comunicazione politica. Presidente dell’associazione “Italians for Darfur Onlus”, è nel consiglio di presidenza di “Articolo 21” e membro dell’associazione “Giornaliste italiane unite libere autonome”. Si occupa da anni di diritti umani, promuovendo eventi e iniziative istituzionali. È coordinator per l’Italia della campagna internazionale Sudan 365. Scrive per Vanity Fair, La Repubblica e Limes. Altro contributo importante quello diRiccardo Marassi che, dal 1987, è giornalista grafico al Mattino. Inizia come vignettista con Paese Sera, poi collabora per l’inserto Satyricon di Repubblicail Manifesto, l’allegato de l’UnitàTango, e con L’Espresso. Dal 1987 al 1988 ha collaborato alla trasmissione “Big”, su RaiUno, condotta da Piero Chiambretti e Daniela Goggi. Dal 1996 al 2016 ha pubblicato le sue vignette su Linus.

ph. Stefano Renna

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