Dawit Isaak nasce in Eritrea, ma si trasferisce nel 1987 in Svezia dove diventa cittadino, in pratica auto-esiliandosi.

Nel 1993 torna nel suo paese natale e fonda il primo giornale eritreo indipendente. La sua libertà viene ben presto stroncata quando nel 2001, chide l’introduzione di una nuova costituzione e le elezioni. Isaak viene arrestato insieme ad altri 10 giornalisti in una repressione nel corso della quale verranno chiusi ben 8 giornali indipendentii.

Il 30 marzo 2017 l’UNESCO ha annunciato che Dawit Isaak è stato scelto per ricevere l’ UNESCO/Guillermo Cano World Press Freedom Prize, che premia “una persona, organizzazione o istituzione che ha dato un contributo eccezionale alla difesa e/o promozione della libertà di stampa in qualsiasi parte del mondo, specialmente se ha raggiunto questo obiettivo nonostante la sua vita fosse in costante pericolo”.

Il premio sarà consegnato il 3 Maggio 2017 a Giacarta (Indonesia) durante la Giornata della Libertà di Stampa.

Ricordiamo che l’Eritrea, nell’Indice di Libertà di Stampa 2016, stilato da RSF, risulta al 180° posto su 180 paesi. Il luogo è stato definito “non libero” nel rapporto sulla libertà di stampa della Freedom House ed è stato definito dal CPJ “il paese più censurato del mondo”.

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