PROGRAMMA IMBAVAGLIATI 2019

 

Mercoledì 18 settembre


Ore 10   Basilica di Santa Maria del Carmine Maggiore (Piazza del Carmine, 2 – Napoli)
Deposizione dei fiori sulla tomba di Eleonora Pimentel Fonseca
Ore 18   PAN | Palazzo delle Arti Napoli – Sala di Stefano
Cerimonia di consegna del Premio alla reporter e attivista spagnola Helena Maleno e del Premio Pimentel Fonseca “Honoris Causa” alla capitana della nave Sea Watch 3 Carola Rackete.
Madrina della serata: Marisa Laurito.
Interverranno: Luigi de Magistris, Sindaco di Napoli, Nino Daniele, Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, Désirée Klain, direttrice artistica del Festival “Imbavagliati”, Claudio Silvestri, Segretario del Sindacato Unitario Giornalisti della Campania, Fatima Mafhud, responsabile per l’Italia del Fronte Polisario. Durante la premiazione è inoltre prevista una performance teatrale a cura dell’Accademia Vesuviana del Teatro e del Cinema di Gianni Sallustro con Roberta D’Agostino. Abiti storici di Costantino Lombardo.

Helena Maleno (Spagna) giornalista, ricercatrice e attivista spagnola specializzata in migrazione e traffico di esseri umani. Vive in Marocco dove denuncia le violazioni dei diritti che avvengono sulle frontiere spagnole del sud e lavora per supportare le comunità sub-Sahariane durante il processo di migrazione. Helena usa i social network quotidianamente per segnalare le imbarcazioni alla deriva o chi varca il confine, coordinandone il salvataggio. Nei suoi confronti è in atto un procedimento giudiziario per aver difeso il diritto alla vita dei migranti.

Carola Rackete (Germania) comandante della nave della Ong tedesca Sea Watch 3 accusata di resistenza contro una nave da guerra e navigazione in zone vietate. Nella notte tra il 28 e il 29 giugno, ha deciso di varcare il porto di Lampedusa, nonostante il nuovo alt della Guardia di Finanza, al fine di portare in salvo i migranti che si trovavano a bordo della sua nave da due settimane e mezzo. Carola è una ricercatrice ambientale e a soli 31 anni vanta tante esperienze in mare sia riguardanti la propria attività scientifica che ai fini di volontariato.

Attrice, showgirl, cantante, conduttrice televisiva, autrice e da diversi anni anche acclamata fotografa, Marisa Laurito nasce a Napoli nel 1951. Sua la mostra “Transavantgarbage”, un viaggio fotografico nell’Italia devastata dai rifiuti. Negli ultimi anni, le sue opere sono state esposte in svariate mostre internazionali. Marisa Laurito entra giovanissima nella prestigiosa compagnia teatrale di Eduardo De Filippo, debuttando nel 1969 nella commedia “Le bugie con le gambe lunghe”. Dopo una ricca esperienza cinematografica, arriva il successo televisivo con Renzo Arbore in “Quelli della notte” e insieme a Raffaella Carrà nello show trasmesso in prima serata “Buonasera Raffaella”. Nel 2017, debutta a Milano come protagonista nella commedia teatrale “Due donne in fuga” al fianco di Iva Zanicchi.

 

Venerdì 20 settembre

 

Ore 18   PAN | Palazzo delle Arti Napoli
Inaugurazione V edizione di “Imbavagliati – Festival Internazionale di Giornalismo Civile”.
Vernissage delle mostre:
– Per la prima volta a Napoli, in esclusiva per il Festival Internazionale di Giornalismo Civile, la mostra antologica: “Uliano Lucas per Imbavagliati”, che ripercorre l’attività del celebre fotografo milanese. Ad emergere uno spaccato potente e sfaccettato in cui cento scatti fanno riaffiorare personaggi, umori, lotte, esistenze, svelando la poetica e lo stile da molti definito unico nel panorama della fotografia italiana, di un autore che non ha mai smesso di guardare con curiosità, incanto e profondità alla vita che lo circonda e che ha sempre saputo coniugare l’analisi colta e consapevole del quadro storico generale al particolare della vita e del mondo interiore delle persone ritratte.
Uliano Lucas nasce a Milano nel 1942. Frequenta già da giovanissimo l’ambiente di Brera e del bar Giamaica, storico luogo d’incontro di artisti, giornalisti e fotografi della Milano anni Sessanta. Uliano Lucas è uno dei protagonisti del fotogiornalismo degli ultimi cinquant’anni. Da freelance collabora con settimanali e quotidiani italiani ed esteri, è attivo in progetti d’indagine fotografica spesso sfociati in libri, ha raccontato le trasformazioni sociali e culturali dell’Italia dagli anni del miracolo economico ad oggi. Ha seguito i maggiori processi storici del suo tempo: l’immigrazione in Italia e all’estero, la decolonizzazione dell’Africa e le guerre di liberazione in Angola, Guinea Bissau, Mozambico ed Eritrea; ha raccontato l’instabilità politica del Medio Oriente, la contestazione studentesca, gli anni del terrorismo, la scena politica e culturale italiana, la dissoluzione dell’ex-Jugoslavia. Ha viaggiato in India negli anni Ottanta e nella Cina dell’apertura al capitalismo della fine degli anni Novanta.

“5×5=Una risata vi libererà” – La grande satira contro la censura. Per celebrare i primi cinque anni del Festival Internazionale del Giornalismo Civile “Imbavagliati” presenta una mostra unica nel suo genere, che vedrà protagonisti cinque maestri assoluti della vignetta a sfondo sociale e politico. Saranno esposte le illustrazioni realizzate in “diretta” durante gli incontri del Festival da Stefano Disegni, storico fondatore di “Cuore”, è tra i più famosi disegnatori e autori satirici italiani. Ha scritto e disegnato per le maggiori testate, da Repubblica, al Corriere della Sera, al Riformista, a Left, all’Unità, al Manifesto. Pubblica i suoi lavori, inoltre, sul mensile di cinema “Ciak”, sul Fatto Quotidiano, dove ha diretto per 4 anni “Il Misfatto”. Fabio Magnasciutti, illustratore e musicista, collaboratore dell’Unità e di Repubblica, curatore videografico del programma TV “Che tempo che fa”; Mauro Biani, vignettista de il Manifesto e tra i massimi illustratori italiani di satira su tematiche collegate alla legalità, al pacifismo e ai diritti umani; Enrico Caria, vignettista per testate come La voce della Campania, Paese Sera, Il Mattino, La Repubblica, Il Fatto Quotidiano, autore e inviato per Le Iene, regista cinematografico,  Globo d’Oro per il Miglior documentario per “L’uomo che non cambiò la storia”; Riccardo Marassi, vignettista con Paese Sera, il Manifesto, L’Espresso, Linus e punta di diamante de Il Mattino. Di recente collabora per il “Quotidiano del Sud”.

 Interverranno: Luigi de Magistris (Sindaco della Città di Napoli), Nino Daniele (Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli), Désirée Klain (direttrice artistica del Festival “Imbavagliati”), Vittorio Di Trapani (Segretario UsigRai), Claudio Silvestri (Segretario del Sindacato Unitario Giornalisti della Campania), e Paolo Siani (pediatra e parlamentare).
Durante l’inaugurazione sarà introdotta da Roberta De Maddi (SUGC) la “Carta di Napoli, diritti e doveri del giornalista per immagini”, decalogo frutto del lavoro della Commissione per il giornalismo per immagini del Sindacato Unitario Giornalisti della Campania e promosso dalla Federazione Stampa Italiana.
Saranno presenti i giornalisti/testimoni: Helena Maleno (Spagna), Abdelaziz Yakub (Sudan), Jok Madut Jok (Sudan del Sud), Maha Assan (Siria), Naziha Arebi (Libia) e Olga Rodríguez (Spagna). Interverranno anche il fotografo Uliano Lucas e gli illustratori Stefano DisegniFabio Magnasciutti, Mauro BianiEnrico CariaRiccardo Marassi.

 

Sabato 21 settembre

Ore 10   Sala Pan
Convegno promosso dalla Fondazione Polis per le vittime innocenti della criminalità e i beni confiscati, dedicato alla strage degli innocenti e all’infanzia violata. L’iniziativa è finalizzata a raccogliere idee per la stesura di una proposta di legge regionale dedicata all’infanzia e alla promozione dei punti lettura per bambini da 0 a 6 anni.
La seconda parte del convegno è dedicata al “Sudan: bambini in trincea” con i giornalisti/testimoni Abdelaziz Yakub (Sudan) e Jok Madut Jok (Sudan del Sud). Interverranno, inoltre, Antonella Napoli, giornalista, scrittrice e analista di questioni internazionali, Enzo Nucci, corrispondente Rai per l’Africa Subsahariana, Padre Daniele Moschetti, responsabile dei Missionari Comboniani in Sud Sudan, e Ottavio Ragone, direttore della redazione napoletana de “La Repubblica”. Modera Claudio Silvestri, Segretario del Sindacato Unitario Giornalisti della Campania. Illustrazioni di Fabio Magnasciutti.

Ore 17   Sindacato Unitario Giornalisti della Campania (Vico Santa Maria a Cappella Vecchia, 8b)
“L’Isola Rossa, il paese dimenticato” – convegno sul Madagascar, uno dei paesi più poveri al mondo secondo le statistiche, dove fin dall’infanzia i minori soffrono di disturbi della crescita a causa della malnutrizione e vengono sottoposti a continui abusi. Interverranno: Alessandro Greco, Vice Presidente V.I.M. – Coordinamento associazioni italiane in Madagascar e la professoressa Liliana Mosca Docente di Storia e Istituzioni dell’Africa contemporanea al Dipartimento di Scienze Politiche.

Abdelaziz Yakub (Sudan) nasce a Nord Dafur. Dopo gli studi universitari lascia il Sudan per lavorare come attivista e contribuire allo sviluppo di alcune organizzazioni e associazioni per la salvaguardia dei diritti umani e migranti. Vive in Germania dal 2012 e lavora per numerosi siti web sudanesi come editor di news e web designer. Nel 2016 con alcuni colleghi fonda Alhamish Voice, un giornale online che si occupa di Sudan e Sudan del Sud riportando anche notizie sulle aree di conflitto come Kordofan, Blue Nile, Darfur, al fine di fornire un’opinione sia interna che esterna ai fatti. Il sito si occupa, inoltre, di segnalare violazioni dei diritti umani.

Jok Madut Jok (Sudan del Sud) nato e cresciuto in Sudan, è direttore esecutivo del Sudd Institute, centro di ricerca di politica pubblica con sede nel Sud Sudan. Professore di antropologia all’Università di Juba, Jok Madut Jok è uno specialista ampiamente riconosciuto in materia di sicurezza, conflitti e violenza politica. Dopo l’indipendenza del Sud Sudan nel 2011, è stato per due anni membro del governo del Sud Sudan in qualità di sottosegretario presso il Ministero della Cultura e del Patrimonio. Nella sua lunga carriera, ha lavorato soprattutto nel settore umanitario e dello sviluppo e ha scritto ben quattro libri. Vanta la stesura di numerosi articoli sui temi della sessualità e salute riproduttiva, aiuti umanitari, etnografia della violenza politica, violenza di genere, guerra, schiavitù e politica dell’identità in Sud Sudan e Sudan, ed è membro attivo della Open Society Foundations.

Giornalista professionista, Antonella Napoli nasce nel 1972 a Salerno, dove muove i primi passi nel mondo dell’informazione. Studia e si forma tra Roma, Londra e New York. Dopo un’esperienza radiofonica e televisiva, passa alla carta stampata per poi approdare alla comunicazione politica. Presidente dell’associazione “Italians for Darfur Onlus”, è nel consiglio di presidenza di “Articolo 21” e membro dell’associazione “Giornaliste italiane unite libere autonome”. Si occupa da anni di diritti umani, promuovendo campagne, eventi e iniziative istituzionali. È coordinator per l’Italia della campagna internazionale Sudan 365. È direttrice di “Focus on Africa” e scrive per Vanity Fair, Repubblica e Limes.  Il suo ultimo libro, “Il mio nome è Meriam”, narra la vicenda di Meriam Ibrahim Ishag, una giovane cristiana condannata in Sudan nel 2014 per apostasia e poi liberata grazie alla mobilitazione internazionale. Recentemente, è stata minacciata più volte da gruppi di estremisti islamici sudanesi.

Enzo Nucci è un giornalista napoletano. Nel ’94 collabora al Tg3 dove matura esperienze internazionali seguendo i conflitti nell’ex Jugoslavia, Kosovo, Afghanistan e Iraq. Realizza reportage in Zimbawe, Congo, Sudafrica, Turchia e Algeria. Nel 2006, è nominato corrispondente Rai per l’Africa Subsahariana ed ha aperto la sede della Rai a Nairobi, dove segue le vicende del continente. Ha vinto, tra gli altri, il premio “Testimone di Pace” di Ovada e il premio “Andrea Barbato” di Mantova.

Padre Daniele Moschetti è un sacerdote missionario comboniano. Nel 1988, lascia il suo lavoro e comincia il suo percorso di fede tra i missionari comboniani. Nel corso di undici anni di apostolato, sarà a contatto con i baraccati di Nairobi (Kenya), Kibera e Korogocho. È responsabile dei Missionari Comboniani in Sud Sudan, paese martoriato da decenni di guerra civile. Dal luglio 2017 è destinato agli Stati Uniti d’America, dove insieme ad altri missionari di altre congregazioni religiose porta avanti il Ministero di Giustizia, Pace e Riconciliazione presso le Nazioni Unite e il Parlamento americano. Attualmente risiede a Castel Volturno, dove lavora con immigrati del posto affinché vengano inseriti al meglio nel contesto sociale.

 

Domenica 22 settembre

 Ore 10   Sala Pan
“Afghanistan, Siria e Libia: minori in fuga”. Modera Désirée Klain, direttrice artistica del Festival “Imbavagliati” insieme a Claudio Silvestri (Segretario del Sindacato Unitario Giornalisti della Campania). Illustrazioni di Riccardo Marassi.

Afghanistan – Interverrà lo scrittore/testimone afghano Alì Ehsani con Barbara Schiavulli e Tiziana Ciavardini, giornaliste specializzate nella questione medio-oriente.

Siria – testimonianza della scrittrice curdo-siriana Maha Hassan, minacciata dal regime. A presentare un punto di vista “italiano” della situazione, interverranno la giornalista, scrittrice e attivista italo-siriana Asmae Dachan e il responsabile per la Siria presso l’Osservatorio Iraq, Medio Oriente e Nord Africa Fouad Roueiha e Ilaria Urbani, redattrice del quotidiano “La Repubblica Napoli”. Modera il reporter e scrittore Marco Cesario.

Libia – Protagonista dell’incontro sarà la regista inglese di origini libiche Naziha Arebi, che presenterà in anteprima a Napoli un estratto del film documentario “Freedom Fields”, segnalato dal quotidiano britannico “The Guardian” tra i dieci film dell’anno. Insieme alla giornalista/testimone, interverrà Mirella Armiero, Caporedattrice sezione Cultura del Corriere del Mezzogiorno.

 Alì Ehsani (Afghanistan) nasce a Kabul nel 1989. Dopo aver perso i genitori alla tenera età di otto anni, decide di fuggire dall’Afghanistan insieme al fratello alla volta dell’Europa, in un drammatico viaggio durato ben cinque anni. Vive a Roma dal 2003, dove attualmente studia e lavora. Nel novembre del 2015, ha conseguito la laurea triennale in Giurisprudenza. Mentre l’anno successivo scrive con Francesco Casolo “Stanotte guardiamo le stelle (Feltrinelli), monologo ininterrotto che narra della fuga di due fratelli dal regime talebano attraverso un viaggio che li porterà dal Pakistan all’Iran, e poi dall’Iran alla Turchia, passando per la Grecia fino all’Italia.

 Maha Hassan (Siria) nata ad Aleppo, è una scrittrice e attivista curdo-siriana. Dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza, si è affermata come romanziera a partire dagli anni Novanta. Dal 2000 è stata perseguitata dal regime siriano con l’accusa di aver trattato nei suoi testi argomenti tabù come religione, sesso e politica. In seguito all’acuirsi delle violenze contro la minoranza curda, Maha Hassan ha lasciato la Siria e si è trasferita a Parigi. L’organizzazione internazionale Human Rights Watch nel 2005 le ha assegnato il premio Hellman-Hammett. Il suo romanzo “Umbilical Cord”, che contrappone la vita in Francia e quella in Siria attraverso le vicende di una madre e della sua giovane figlia, è stato selezionato tra i sei finalisti del prestigioso Arabic Booker Prize. Il suo ultimo scritto, “I tamburi dell’amore” è stato tradotto in numerose lingue e pubblicato in Italia (ed. Poiesis), raggiungendo un notevole successo di stampa e di critica. Oggi Maha prosegue la sua attività di scrittrice militante e, attraverso i suoi romanzi, difende i diritti delle donne nel mondo arabo.

 Naziha Arebi (Libia) nasce ad Hastings, nel Regno Unito, da padre libico e madre inglese. Dopo gli studi al Central Saint Martins College of Art and Design, si trasferisce in Libia per poter approfondire le sue radici culturali. Attrice, regista e artista visiva, Naziha Arebi collabora regolarmente con numerose televisioni e ONG, utilizzando cinema e video come strumenti per veicolare messaggi di cambiamento sociale e politico. Le sue opere e le sue installazioni sono state esposte in città importanti come Tripoli, Barcellona, Londra, Parigi e Dakar. Lavora regolarmente con UN Women, Hivos e BBC Media Action. Nel 2018 rilascia il suo primo film-documentario, “Freedom Fields”, che tratta di calcio e femminismo durante la rivoluzione che nel 2011 ha portato alla caduta del dittatore libico Muʿammar Gheddafi.

 Barbara Schiavulli è corrispondente di guerra e scrittrice. Ha seguito le vicende più calde degli ultimi vent’anni dal fronte in Iraq, Afghanistan, Israele, Palestina, Pakistan, Yemen, Sudan, Cile, Venezuela. I suoi articoli sono apparsi, tra gli altri, su il Fatto Quotidiano, Repubblica, Avvenire e l’Espresso. Ha collaborato con radio e TV nazionali e internazionali. Dirige Radio Bullets, una testata giornalistica online che si occupa di Esteri. Vincitrice di numerosi premi nazionali e internazionali, tra cui il Premio Lucchetta, il Premio Antonio Russo, il Premio Maria Grazia Cutuli e il Premio Enzo Baldoni. Viaggia sempre con un trolley rosa e una stilografica.

 Tiziana Ciavardini è antropologa culturale, giornalista e scrittrice. Ha studiato presso l’Università ‘La Sapienza’ di Roma e per anni si è dedicata allo studio delle religioni, del dialogo interreligioso e interculturale. Ha vissuto per 24 anni in Medio Oriente, Estremo Oriente e Sud Est Asiatico. Si occupa della condizione delle donne in Medioriente, dei rifugiati afghani e della situazione dei bambini profughi in Iran. Molti dei suoi articoli sono stati tradotti e pubblicati sui maggiori quotidiani iraniani.  Il suo ultimo libro “Ti racconto l’Iran – I miei anni in terra di Persia” è dedicato alle donne iraniane.

 Asame Dachan (Siria/Italia) nasce ad Ancona da genitori di origine siriana. Giornalista, scrittrice, esperta di Medio Oriente, Siria, Islam, dialogo interreligioso, immigrazione e terrorismo internazionale, lavora come freelance per diverse testate nazionali e internazionali, tra cui Avvenire, Panorama, The Post Internazionale e Senza Filtro. È creatrice e autrice del blog “Diario di Siria – Scrivere per riscoprire il valore della vita umana”, e attivista per la pace e la non violenza. Nel 2017, pubblica il romanzo “Il silenzio del mare”, un racconto che attinge alla drammatica realtà della guerra in Siria attraverso la storia di due fratelli iscritti al movimento pacifista siriano e costretti a fuggire dopo aver subito le minacce del regime di Assad. Il 2 Giugno 2019 è stata insignita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

 Fouad Roueiha è responsabile per la Siria di “Osservatorio Iraq”, esponente del comitato “Kaled Bakrawi”, e project manager nell’ambito della cooperazione internazionale nel campo dei media. Traduttore di sceneggiature cinematografiche, interprete di conferenze pubbliche ed incontri istituzionali, ricopre il ruolo di responsabile per la Siria presso l’Osservatorio Iraq, Medio Oriente e Nord Africa.

Marco Cesario è giornalista professionista e scrittore. Dopo la laurea in filosofia all’Università di Napoli ed un Master in filosofia alla Sorbona di Parigi lavora per l’agenzia nazionale ANSA, al desk di ANSAmed. Ha collaborato per ResetDoc e Micromega (La Repubblica). Da Parigi scrive per Linkiesta, Pagina99, The Post Internazionale, EastWest, Imbavagliati.it e collabora per Radio Siani e per la tv americana ZoominTV. Nel 2012 ha pubblicato un libro sulla censura in Turchia dal titolo “Sansür: Censura. Giornalismo in Turchia” (Bianca&Volta). Nel 2015 s’aggiudica una menzione speciale al Concorso Internazionale Giornalisti del Mediterraneo di Otranto. Nel 2016 per il suo libro “Medin. Trenta Storie del Mediterraneo” (Rogiosi), si aggiudica il Premio di Letteratura Mediterranea Costa d’Amalfi Libri 2016.

Ore 17   Sindacato Unitario Giornalisti della Campania
Lettura e dialogo con il pubblico con Giuseppe Goffredo, autore del testo poetico “Nelle voci del mare perdute” sul tema del “naufragio della specie che rifiuta di farsi riva e naufraga dopo ogni naufragio, dimentica della propria umanità”. Insieme all’autore, interverranno Désirée Klain, direttrice artistica del Festival “Imbavagliati”, e Claudio Silvestri, Segretario del Sindacato Unitario Giornalisti della Campania.
Sarà inoltre presentato “I tamburi dell’amore”, romanzo scritto dalla giornalista/testimone Maha Assan, che offre un ventaglio di posizioni opposte eppure comprensibili durante la guerra in Siria: quelle degli attivisti, quelle di chi nella guerriglia ha perso i suoi cari, quelle degli intellettuali, e dà la possibilità a ognuno di farsi un’idea su quello che accade in un posto molto più vicino a noi di quanto crediamo.

 Giuseppe Goffredo, poeta e scrittore pugliese, ideatore e direttore editoriale della Poiesis Editrice. Ha scritto numerosi testi poetici e narrativi e le sue opere sono state tradotte in francese, tedesco, inglese, croato e macedone, turco, arabo. Ha tenuto conferenze sul tema del rapporto Mediterraneo-Europa a Bari, Roma, Napoli, Gerusalemme, Algeri, Zagabria e legge le sue poesie in giro per il mondo: “La poesia, io credo, deve intervenire per ridare umanità e peso alla parola in un momento così drammatico per il nostro Paese”.

“Nelle voci del mare perdute” – Il naufragio della specie che rifiuta di farsi riva e naufraga dopo ogni naufragio, dimentica della propria umanità. Sembra questa la cifra ultima del poema Nelle voci del mare perdute di Giuseppe Goffredo. Raccontare il tempo presente: uomini, donne e bambini in fuga senza più terra e città, esseri umani inabissati dalla specie fra le rive del Mediterraneo. Il poeta pare voglia pensare, ripensare, scendere, ridiscendere nella sostanza poetica del mondo. Toccare l’idea dell’erranza e del naufragio della specie. L’acqua, culla di chi nasce, diventa il precipizio estremo di chi è lasciato nel gorgo mortale della solitudine. Non c’è acqua nel deserto per chi ha sete e non c’è approdo nelle acque di chi alza un muro invalicabile di menzogna e di empietà. Non rimane che un murmur of maternal lamentation come nell’Europa desolata di T.S. Eliot. L’illusione che qualcuno ci sia nella caduta dell’angelo ad accompagnare la sorte della specie, come una carezza che scende, il gemere immenso della Madre delle acque ai piedi del Golgota che emette la sua voce dolorosa mentre annega: “È questo il modo in cui finisce il mondo/Non già con uno schianto ma con un lamento” (T. S. Eliot). Nello strazio la poesia che aspetta: l’ala di chi arriva e l’ala di chi deve farsi riva.

 Maha Hassan / “I tamburi dell’amore” – Parigi, 2010. Rima Khury, docente universitaria, ha lasciato la Siria vent’anni prima per correre dietro a un matrimonio che la sua famiglia non accetta. Parigi è la sua tana di ordine e serenità, dove nulla che abbia a che fare con il suo passato e con la sua terra d’origine può infilarsi. Fino a quando, per alleviare un poco la solitudine, apre un profilo Facebook e conosce Yussef, un avvocato siriano attivista per i diritti umani. La loro amicizia virtuale si trasforma rapidamente in qualcos’altro, ed è proprio questo legame a riaccendere in Rima la nostalgia per la sua terra. Poi arriva il 2011, e a marzo scoppia la rivoluzione siriana, nella quale Yussef è coinvolto fin da subito. Rima segue ogni avvenimento tramite i social, ma a un certo punto lo schermo del pc non basta più. La donna decide di tornare nella sua terra perché vuole vedere con i suoi occhi la tragedia che si sta consumando. Il ritorno a casa non è semplice, e Rima deve fare i conti con il suo passato e i suoi affetti. Eppure non si fa scoraggiare, inizia così il suo lavoro di indagine per arrivare al fondo della verità: a cosa porterà questa rivoluzione? Il regime è meglio o peggio di quello che verrà?

 

 

Lunedì 23 settembre – 34 esimo anniversario del Premio Siani
in memoria del giornalista Giancarlo Siani, brutalmente assassinato dalla camorra.

 

Ore 11   PAN | Palazzo delle Arti Napoli
Cerimonia del Premio Siani che vede coinvolti giornalisti, scrittori e studenti. Presentazione della “Fondazione Giancarlo Siani” e inaugurazione della Sala della Memoria dedicata a tutte le vittime innocenti della criminalità, un connubio tra la Mehari di Giancarlo e la mostra “NONINVANO” che ritrae i volti delle vittime stesse.

 Ore 15   PAN | Palazzo delle Arti Napoli
Tavola rotonda sul tema della libertà d’informazione, con la partecipazione dei rappresentanti delle testate giornalistiche napoletane. Parteciperanno gli autori premiati durante la cerimonia della mattina.

 

Martedì 24 settembre

 Ore 10   Sala Pan
“Guerre innocenti: Immigrazione e Resistenza Civile”.
Protagonista la giornalista/testimone Olga Rodríguez, reporter, scrittrice, corrispondente di guerra e specialista del mondo arabo, modera Riccardo Noury, portavoce Amnesty International.

“Resistere, Resistere, Resistere”
La seconda parte del convegno è dedicata alla memoria del magistrato Francesco Saverio Borrelli, ex capo del pool di Mani Pulite. Saranno presenti alcuni membri della resistenza civile che si sono distinti per la salvaguardia dei diritti dei migranti come Rosa Maria Dell’Aria, la professoressa siciliana sospesa per “non aver vigilato sul lavoro dei suoi studenti che, durante la Giornata della Memoria, avevano presentato un video accostando le leggi razziali al Decreto sicurezza”, e il musicista franco-italiano Sandro Joyeux, da sempre vicino al tema della migrazione con intere tournée per i lavoratori africani dei campi e per i migranti dislocati nei centri di accoglienza. Interverranno Giuseppe Giulietti, Presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana, Raffaele Lorusso, segretario generale della FNSI, Carlo Muscatello, Presidente dell’Assostampa Fruili Venezia Giulia, Enzo D’Errico, direttore del “Corriere del Mezzogiorno” e Claudio Silvestri Segretario del Sindacato Unitario Giornalisti della Campania. Interverranno inoltre i reporter minacciati Sandro Ruotolo, Francesco Piccinini e Rosaria Capacchione. Illustrazioni di Riccardo Marassi.

Olga Rodríguez (Spagna) giornalista, scrittrice, corrispondente di guerra e specialista del mondo arabo. A Baghdad fu testimone dell’assassino del suo collega José Caruso, morto a seguito di un’esplosione causata da un carrarmato nordamericano. Per questo motivo, per molti anni Olga ha avvertito forti dolori alla testa, ma adesso è ritornata più in forma che mai, pronta a continuare il suo lavoro sul campo. Ha scritto articoli sulla Guerra del Golfo e un libro sulla Primavera Araba, sempre come testimone diretta. È co-fondatrice del famoso giornale online diario.es.

Musicista vagabondo, Alexandre Joyeux Paganini, in arte Sandro Joyeux, nasce a Parigi nel 1978. Vive cantando per le strade in giro per l’Europa, con un repertorio che spazia da Bob Marley ai francesi Gainsbourg, Nougaro e Brassens. Suona anche nelle carceri, nei centri d’accoglienza per migranti e negli ospedali psichiatrici. Canta in francese, inglese, italiano, arabo e in svariati dialetti come bambarà, wolof e dioulà. Il suo ultimo album, “Migrant”, è interamente dedicato al tema della migrazione.

Sandro Ruotolo inizia l’attività giornalistica nel 1974 per il quotidiano il Manifesto. Nel 1980, entra alla Rai, e sei anni dopo viene nominato inviato speciale per conto della sede Rai della Campania. È corrispondente da Napoli per il TG2 e per il GR1. Lavora per il TG3 nel 1991, e per tre stagioni televisive a Mediaset con Michele Santoro. Nel maggio del 2015 viene messo sotto scorta dopo aver ricevuto minacce da Michele Zagaria, boss dei Casalesi, a causa delle sue inchieste sul traffico di rifiuti tossici in Campania.

Nato a Napoli nel 1981, Francesco Piccinini è direttore responsabile di Fanpage. In passato ha lavorato come digital manager per Caltagirone Editore Digital, è stato direttore di AgoraVox Italia e docente di Brand Strategy e Comunicazione presso l’École Supérieure de Gestion di Parigi. È uno degli autori del libro “Novantadue. L’anno che cambiò l’Italia”, nel quale racconta le stragi di Capaci e via D’Amelio, attentati di stampo mafioso avvenuti nel 1992.

Rosaria Capacchione giornalista e politica italiana, dal 1985 al 2018 ha lavorato per Il Mattino di Caserta e Napoli. Da aprile 2018 collabora con Fanpage.it. È autrice del libro “L’oro della camorra” che tratta dell’ascesa del clan dei casalesi e della loro penetrazione nei vari settori dell’economia italiana. Alcune copie del suo testo sono state trovate a casa di alcuni latitanti dei clan Setola e Zagaria. A causa del suo lavoro di cronista di giudiziaria e per la sua attività contro la camorra, è stata più volte minacciata di morte ed è costretta a vivere sotto scorta.

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